Il cambiamento non si aspetta. Si costruisce.
IL CAMBIAMENTO NON SI ASPETTA. SI COSTRUISCE.
Il rinnovo del contratto 2025-2027 ha rappresentato, per moltissimi militari, una delle più grandi occasioni mancate degli ultimi anni.
Dopo anni di attesa, il personale si aspettava un contratto capace di restituire dignità economica e professionale a chi indossa ogni giorno l'uniforme. Invece si è trovato davanti a un risultato che, per molti, è apparso ben lontano dalle aspettative. Ancora più grave è il fatto che alcune APCSM abbiano scelto di sottoscrivere quell'accordo, assumendosi la responsabilità di ritenerlo un punto di equilibrio accettabile, nonostante il diffuso malcontento espresso dal personale.
Chi ha firmato quel contratto ha già espresso la propria idea di tutela e di rappresentanza. Adesso spetta ai militari decidere chi dovrà rappresentarli al prossimo tavolo negoziale.
Noi quel contratto non l'avremmo mai firmato.
Ma fermarsi alla critica non basta. Se vogliamo che il prossimo rinnovo sia realmente diverso, dobbiamo comprendere quale sia il vero problema.
La qualità di un contratto non dipende dalla fortuna. Dipende dalla forza di chi siede al tavolo negoziale. E quella forza ha un nome preciso: rappresentatività.
Troppi militari continuano a pensare che iscriversi o meno a un'APCSM sia una scelta irrilevante. È probabilmente l'errore più grande che possiamo commettere.
Quando si apre una trattativa non conta quante sigle siedono al tavolo. Conta quanti militari rappresentano. La forza negoziale non si misura dal numero delle organizzazioni sindacali, ma dal numero delle deleghe che i militari scelgono di conferire. È quella rappresentatività che determina il peso di ciascuna sigla e, di conseguenza, la sua capacità di incidere sulle decisioni.
Ed è proprio qui che la Marina Militare sconta uno dei maggiori svantaggi.
Oggi solo circa il 17% del personale della Marina è iscritto ad un'APCSM. Una percentuale decisamente inferiore rispetto a quella di altre Forze Armate e Corpi dello Stato. Questo significa che la Marina si presenta ai tavoli negoziali con un peso rappresentativo inevitabilmente inferiore. In un sistema nel quale le decisioni sono il risultato di equilibri tra le diverse rappresentanze, avere meno deleghe significa avere meno forza, meno capacità di incidere e meno possibilità di vedere accolte le proprie istanze.
Aumentare la rappresentatività della Marina non significa soltanto rafforzare un sindacato. Significa rafforzare l'intera Forza Armata, darle una voce più autorevole nel confronto con le altre Amministrazioni e consentirle di affrontare le prossime contrattazioni con un peso finalmente adeguato al valore del proprio personale.
Non iscriversi è un'occasione persa.
Non soltanto perché si indebolisce la rappresentatività della Marina Militare, ma anche perché si rinuncia alla possibilità di contribuire personalmente alla crescita di un sindacato che vive delle idee, delle competenze e dell'esperienza dei propri iscritti.
In USIM non sei un semplice numero. Sei parte del cambiamento. Le tue idee, le tue proposte, la tua esperienza e le tue esigenze possono trasformarsi nelle battaglie che porteremo ai tavoli negoziali. Ogni iscritto contribuisce a costruire la linea del sindacato e a rafforzarne la capacità di rappresentare realmente il personale.
Per riuscirci, però, è necessario superare alcune convinzioni che, negli anni, hanno finito soltanto per indebolire tutti.
❌ "Tanto non cambia nulla."
Se nessuno partecipa, nulla cambierà davvero. La rassegnazione è il miglior alleato di chi vuole che tutto rimanga com'è.
❌ "Non mi iscrivo, tanto ci sono gli altri che pagano."
I diritti non si conquistano con il contributo degli altri. Si conquistano assumendosi la responsabilità di sostenere la propria rappresentanza. Pensare che siano sempre gli altri a investire tempo, risorse e fiducia significa rinunciare, di fatto, a rafforzare la propria voce.
❌ "Se un sindacato otterrà risultati, allora mi iscriverò."
È il classico atteggiamento di chi aspetta di salire sul carro dei vincitori. Ma è un ragionamento capovolto.
La rappresentatività non è il premio del successo. È la condizione indispensabile per ottenerlo.
I grandi risultati non arrivano prima delle deleghe. Arrivano grazie alle deleghe.
❌ "Sono tutti uguali, tanto in ogni sindacato ci sono gli ex Co.Ce.R."
No. Non è così.
USIM ha compiuto una scelta chiara e coraggiosa fin dal primo giorno: prendere una distanza netta dal modello Co.Ce.R.
Per decenni quel sistema ha rappresentato il personale militare senza poter esercitare una vera contrattazione sindacale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e appartengono alla storia che i militari conoscono bene.
Con la nascita delle APCSM si è aperta l'opportunità di costruire un modello completamente diverso.
Per questo USIM è nata senza ex Co.Ce.R.
Non è un dettaglio. È una scelta identitaria.
Abbiamo deciso di costruire un'organizzazione nuova, libera, indipendente e completamente svincolata da quel sistema di rappresentanza, perché crediamo che il cambiamento non possa essere affidato agli stessi protagonisti del passato. Abbiamo scelto la discontinuità, non la continuità.
Se ritieni che il contratto 2025-2027 non abbia dato ai militari le risposte che meritavano, la soluzione non è limitarsi a manifestare il proprio dissenso sui social o nelle conversazioni tra colleghi.
Se il contratto ti ha deluso, la risposta non è restare fuori. La risposta è dare più forza a chi può cambiare il prossimo.
Iscriviti a USIM – Unione Sindacale Italiana Marina.
Ogni delega rende più forte la rappresentanza della Marina Militare.
Ogni nuovo iscritto aumenta il peso della nostra Forza Armata al tavolo della contrattazione.
Ogni nuova idea rende più forte USIM.
Perché i contratti non si migliorano dopo la firma.
Si migliorano prima, aumentando il peso di chi li negozia.
Il prossimo contratto inizia oggi.
E inizia con la tua delega.