Unione Sindacale Italiana Marina

USIM: NO al rinnovo del contratto!

Mercoledì 15 Luglio 2026 10:18
USIM: NO al rinnovo del contratto!

USIM: NO al rinnovo del contratto!

C'è un'immagine che rende bene il modo in cui viene trattato il personale in divisa a ogni rinnovo: quella dei piccioni in piazza, a cui si lanciano manciate di semi perché si azzuffino tra loro per pochi granelli, mentre chi li ha gettati osserva da lontano. Divide et impera: si spacchetta il rinnovo in mille rivoli disomogenei, pochi euro per una categoria, un'indennità per un'altra, così che il personale finisca per litigare tra sé invece che misurarsi con la controparte.

USIM dice no a questo schema, e no al contratto così com'è.

Le ragioni del no:

  • Incrementi del punto parametrale non allineati al costo della vita: sebbene il precedente contratto abbia previsto un progressivo aumento del valore del punto parametrale, gli incrementi riconosciuti sono risultati ben al di sotto della crescita del costo della vita rilevata dall'indice IPCA. Il risultato è un progressivo impoverimento del personale, il cui potere d'acquisto è stato eroso dall'inflazione senza un adeguato recupero economico. Il nuovo rinnovo interviene solo in parte su questo divario, senza compensare pienamente la perdita di potere d'acquisto subita dal personale a causa dell'aumento del costo della vita certificato dall'indice IPCA.
  • Aumenti irrisori: USIM calcola che gli incrementi proposti equivalgono a poco più di un euro al giorno per lavoratore,  a fronte di realta'  che scontano già carenze di organico di migliaia di unità.
  • Indennità operative ferme da oltre vent'anni: chi opera quotidianamente in mare, nei servizi operativi e nelle attività più impegnative continua a percepire indennità sostanzialmente ferme da oltre due decenni. Il contratto perde ancora una volta l'occasione di adeguarle all'inflazione e all'evoluzione degli impieghi, perpetuando una disparità che mortifica la professionalità e il valore del servizio prestato.
  • Defiscalizzazione a rischio: decine di migliaia di militari rischiano di restare esclusi dai benefici fiscali previsti o di perdere misure di comparto già acquisite.
  • Cifre gonfiate nella comunicazione: USIM ha chiesto conto di annunci pubblici che parlavano di aumenti netti annui ben oltre i duemila euro, mentre le tabelle tecniche ufficiali indicano meno della metà.
  • Previdenza dedicata, ancora disattesa: il personale militare attende ancora che il Governo affronti con serietà il tema della previdenza dedicata, più volte annunciata ma mai concretamente realizzata. L'assenza di un sistema previdenziale specifico per il comparto continuerà a produrre pesanti conseguenze per il personale soggetto al regime contributivo: chi si è arruolato dal 1996 in poi rischia infatti di ritrovarsi, al momento del congedo, con una pensione inferiore anche del 30-45% rispetto all'ultimo stipendio. Il rinnovo contrattuale non offre alcuna risposta su una questione strategica per il futuro di migliaia di militari, rinviando ancora una volta una riforma non più procrastinabile.

Un vizio di fondo: la continuità dei vertici

Un ultimo punto merita di essere ricordato, senza bisogno di fare nomi: chi ha firmato il precedente rinnovo, in molti casi, è la stessa componente che per decenni ha occupato posizioni apicali nei Co.Ce.R., gli organismi di rappresentanza interna privi di reale potere contrattuale, in vigore prima che la Legge 46/2022 aprisse la strada ai sindacati militari veri e propri. Una parte di quella stessa dirigenza siede oggi ai vertici delle sigle sindacali, portando con sé la stessa cultura negoziale di un tempo, quella abituata a trattare con la controparte istituzionale accontentandosi di piccoli passi, invece di alzare la voce per un cambio di passo reale. 
È un elemento che pesa quando si valuta la disponibilità di alcune sigle a sottoscrivere un contratto giudicato da altri inadeguato.

La posizione

Un contratto che promette l'ennesimo rinvio su previdenza e specificità, e che si regge su cifre annunciate ma non confermate nei prospetti ufficiali, non è un contratto da firmare. 
È un contratto da respingere, fino a quando le risorse non saranno proporzionate al costo della vita reale e alla dignità del servizio prestato.

I piccioni non hanno scelta: reagiscono all'istinto. 
Chi indossa una divisa, invece, un margine di scelta collettiva ce l'ha ancora, ed è quello che USIM chiede di esercitare, con un NO netto.

USIM - Unione Sindacale Italiana Marina,
Segreteria Nazionale