Indennità notturna
Indennità notturna, chiarimento dello Stato Maggiore Marina. Le sigle firmatarie rivendicano il risultato, ma anche questa volta i turnisti delle sale operative sono stati volutamente dimenticati
ROMA – USIM non può che accogliere con favore l’ulteriore chiarimento arrivato dallo Stato Maggiore della Marina, che riconosce senza se e senza ma l’indennità notturna al personale che effettua “servizi armati e non”, di durata h24, in quanto non può (ovviamente) allontanarsi dall’apprestamento militare.
La necessità di un chiarimento è nata proprio grazie a un quesito amministrativo posto dall’Unione Sindacale Italiana Marina con una nota del 2 ottobre 2025, alla quale lo Stato Maggiore della Marina aveva risposto con nota del 16 ottobre, successivamente parzialmente contraddetta dal Centro Unico Stipendiale Interforze.
Da questa differente interpretazione è scaturito un tavolo tecnico con lo Stato Maggiore della Difesa e con gli altri Stati Maggiori, che ha visto l’emanazione di una circolare dello Stato Maggiore Esercito prima e della Stato Maggiore Marina poi.
Tuttavia, dall’analisi delle due circolari è emersa una disparità di trattamento tra il personale delle due Forze Armate di guardia h24 “prontamente impiegabile”, accasermato nell’esclusivo interesse dell’amministrazione e impossibilitato ad allontanarsi. Infatti, nella circolare dello SME veniva ammessa la possibilità di retribuzione dell’indennità notturna per il personale “prontamente impiegabile”, mentre in quella dello SMM veniva demandata al singolo Comandante di Corpo la responsabilità di riportare nelle consegne di servizio le eventuali attività da svolgere nell’arco notturno o l’effettuazione di periodi riposo, che facevano perdere il diritto all’indennità.
La scarsa chiarezza interpretativa della circolare emanata dallo Stato Maggiore Marina, ha ingenerato grande confusione in tutti i Comandi Marina, in quanto li poneva in condizione di commettere un potenziale danno erariale, se avessero attribuito l’indennità a chi non avrebbe dovuto percepire l’indennità notturna, o un ingiusto danno economico ai colleghi che invece avrebbero dovuto percepirla.
Da qui, un ulteriore intervento vie brevi dell’Unione Sindacale Italiana Marina verso lo Stato Maggiore della Marina con lo scopo di evidenziare la confusione che regnava negli uffici amministrativi sulla corretta applicazione dell’art. 12 del D.P.R. 52/2025.
La recente circolare del 9 aprile dello Stato Maggiore va, quindi, a chiarire questo aspetto, contemplando tra i beneficiari anche chi svolge servizi di guardia h24, in quanto prontamente impiegabili, accasermato nell’esclusivo interesse dell’amministrazione o tenuto a non allontanarsi dall’installazione o dal mezzo militare.
La nuova circolare risponde solo a due dei punti del quesito amministrativo posto dall’USIM. Restano, infatti, esclusi i turnisti impiegati nelle sale operative della Marina Militare e in particolar modo quelle del Corpo delle Capitanerie di Porto, impiegati in turnazioni auto-compensanti, nonostante garantiscano senza soluzione di continuità funzioni essenziali di coordinamento, controllo e sicurezza, al pari – se non più – degli altri colleghi.
Le sigle firmatarie hanno in forza dell’articolo 39 della Costituzione si sono assunti una responsabilità contrattuale, sottoscrivendo l’accordo sindacale, che ha introdotto l’art. 12.
La domanda risulta spontanea. Perché le sigle sindacali firmatarie si sono dimenticati dei turnisti? Non sono anche loro meritevoli di percepire l’indennità notturna?
L’Unione Sindacale Italiana Marina, con una lettera del 30 ottobre inviata allo Stato Maggiore della Marina, ha rafforzato la propria tesi di avere un’interpretazione della norma quanto più estensiva possibile a favore di tutto il personale che svolge le proprie mansioni di notte così come indicato dall’art. 12 del citato D.PR. 52/2025, comprendendo tra i beneficiari anche i turnisti.
Chi ha firmato il contratto e oggi rivendica risultati dovrebbe avere anche il coraggio di dire la verità: l’esclusione degli operatori delle sale operative non è casuale, ma è il frutto di una scelta precisa. Una scelta che ha deliberatamente lasciato indietro una componente fondamentale del sistema, tra le più esposte a stress, responsabilità e disagi legati alla turnazione.
Non si tratta solo di una questione economica, ma di rispetto, equità e credibilità. Difendere oggi quell’accordo senza ammetterne i limiti significa ignorare le reali condizioni di lavoro di centinaia di militari.
Questa è una forte disparità di trattamento che l’USIM è intenzionata a far eliminare. Chiunque svolga un servizio notturno per almeno 4 ore deve essere ricompensato, senza eccezioni e senza esclusioni costruite a tavolino.
USIM - Unione Sindacale Italiana Marina,
Segreteria Nazionale