Indennità notturna
Indennità notturna: il riconoscimento c'è, ma non per tutti.
ROMA – Negli ultimi giorni alcune sigle sindacali militari firmatarie dell’ultimo contratto stanno rivendicando con entusiasmo i risultati ottenuti con il D.P.R. 24 marzo 2025, n. 52, parlando di importanti obiettivi raggiunti per il personale militare.
Eppure a ben vedere, leggendo la norma, si sono venute a creare alcune zone grigie creando forti disparità di trattamento. Infatti, a parità di condizioni di impiego, alcuni militari la percepivano e altri no. La scarsa chiarezza ha creato forti dubbi interpretativi ponendo in situazione di potenziale danno erariale i colleghi che hanno autorizzato la corresponsione e di danno economico i colleghi che non l’hanno percepita quando invece avrebbero dovuto.
Un bel pasticcio normativo, causato dalla scarsa “attenzione” di coloro che hanno scelto di sottoscrivere il contratto e che in forza dell’articolo 39 della Costituzione si sono assunti una responsabilità “contrattuale” nei confronti dell’intero comparto.
L’USIM ha voluto sin da subito chiedere un chiarimento ponendo un quesito amministrativo allo Stato Maggiore della Marina, ricevendo una risposta, parzialmente contraddetta dal Centro Unico Stipendiale Interforze.
A seguire l’Unione Sindacale Italiana Marina ha rafforzato la propria tesi di una necessità di avere un’interpretazione della norma quanto più estensiva possibile a favore di tutto il personale che svolge le proprie mansioni di notte così come indicato dall’art. 12 del citato D.PR. 52/2025.
Nonostante tutto, alcune sigle hanno voluto difendere la loro posizione tenuta in sede contrattuale, ovvero quella di escludere i servizi di guardia h24 e i servizi svolti in turnazioni, limitando la percezione dell’indennità a una scarsa platea di beneficiari.
Tale posizione è stata smentita per quanto riguarda i servizi h24, nei quali il personale militare risulta sempre prontamente impiegabile e quindi meritevole di vedersi riconosciuta l’indennità notturna.
E i turnisti, cioè coloro che svolgono un servizio “armato e non” suddiviso in turnazioni?
No, a loro non spetta.
Categorico è stato il responso degli Stati Maggiori.
Ma mentre alcune sigle hanno accettato il sic et simpliciter verdetto, l’USIM è in pieno disaccordo.
Questa valutazione non è basata sulla scelta di un riduttivo proselitismo nei confronti di coloro che sono stati esclusi, ma è fondata sulla volontà di affermare un principio di diritto, secondo cui chi lavora di notte, nelle modalità indicate dalle legge, deve essere retribuito, a prescindere dalle modalità di svolgimento del servizio di guardia.
Nello specifico, proprio chi svolge questo di servizio di turnista nelle sale operative delle capitanerie di porto, centrali operative dei comandi Marina, ecc., appartiene nella maggior parte dei casi ai ruoli graduati e truppa senza specifica categoria professionale. Sono loro, ogni giorno, a garantire la continuità del servizio 24 ore su 24: vigilanza portuale, sicurezza della navigazione e coordinamento delle emergenze in mare.
Eppure, mentre oggi qualcuno parla di nuove tutele per i più giovani, le norme contrattuali firmate non hanno assicurato una protezione concreta proprio alla fascia di personale che più frequentemente affronta turnazioni notturne.
La giustificazione per la mancata corresponsione è il turno autocompensante, come se fosse già questo il giusto riconoscimento per la pluralità di mansioni svolte in un servizio complesso e pieno di responsabilità.
Per l’USIM – Unione Sindacale Italiana Marina, questa situazione non può essere liquidata con dichiarazioni di soddisfazione o con promesse future. Se oggi si parla di nuove tutele, è inevitabile chiedere conto delle scelte fatte ieri.
Chi ha firmato il contratto e oggi rivendica risultati dovrebbe avere anche il coraggio di riconoscere che una parte significativa del personale, quella più esposta ai disagi della turnazione, non è stata adeguatamente tutelata.
Il problema non è soltanto economico. È una questione di equità e coerenza.
Il lavoro notturno ad elevata responsabilità crea un impatto psicofisico significativo lasciando solchi profondi sulla salute del personale impiegato. Ignorare questo aspetto significa non riconoscere la realtà quotidiana di chi garantisce il funzionamento del sistema quando molti altri servizi si fermano.
Per questo USIM ritiene necessario affrontare la questione senza ambiguità:
- estendere l’indennità notturna anche al personale turnista;
- superare le attuali interpretazioni restrittive;
- uniformare la gestione dei turni su tutto il territorio nazionale.
USIM – Unione Sindacale Italiana Marina ha già avviato le procedure formali di richiesta al legislatore, con l’obiettivo di chiarire l’applicazione dell’articolo 12 e garantire l’inserimento del personale turnista tra i destinatari dell’indennità notturna.
La credibilità della rappresentanza sindacale non si misura nelle dichiarazioni ma nella capacità di difendere davvero chi viene leso nei propri diritti.
USIM - Unione Sindacale Italiana Marina,
Segreteria Nazionale