Unione Sindacale Italiana Marina

Indennità di Polizia Giudiziaria "tradita".

Sabato 07 Marzo 2026 10:51
Indennità di Polizia Giudiziaria "tradita".

Indennità di Polizia Giudiziaria “tradita”: USIM disapprova le promesse vane e i ricorsi di facciata.

 

ROMA – Il recepimento del rinnovo contrattuale 2022-2024 (D.P.R. 52/2025) non rappresenta affatto il traguardo che il personale della Guardia Costiera meritava. Al contrario, si configura come l'atto conclusivo di un fallimento negoziale sull'indennità di Polizia Giudiziaria, trasformato oggi in una discutibile strategia di marketing sindacale finalizzata esclusivamente al proselitismo.

L’USIM osserva con sdegno il teatro messo in scena da chi ha apposto la propria firma su un accordo che continua a negare l’adeguamento dell’indennità di PG al 30% al personale del Corpo delle Capitanerie di Porto, rispetto agli incrementi dell’indennità pensionabile delle forze di Polizia, così come previsto dal D.P.R. 163/2002 accettando una misera percentuale dell’8%.

Oggi, gli stessi protagonisti rivendicano il diritto nei confronti dell’amministrazione, ritenuta “responsabile” di applicare la norma da loro stessi promossa, annunciando ricorsi legali per incentivare le iscrizioni durante le assemblee con il personale, offendendo l'intelligenza dei colleghi.

Si tratta di un paradosso inaccettabile: sottoscrivere un contratto lacunoso e, un istante dopo, ergersi a paladini davanti ai colleghi proponendo battaglie giudiziarie contro quello stesso testo normativo. È troppo semplice, oltre che moralmente discutibile, svendere i diritti al tavolo delle trattative per poi cercare consenso e nuovi tesseramenti nelle aule di tribunale.

Un grave errore avvenuto nel 2018, anno in cui i nostri rappresentanti dell’ex COCER hanno accettato la riduzione in termini percentuali degli incrementi dell’indennità di polizia giudiziaria. Ancor più sconcertante è il fatto che alcuni di quei rappresentanti rivestano oggi incarichi dirigenziali all'interno delle associazioni sindacali militari.

Chi aveva il mandato di negoziare ha scelto consapevolmente la via del compromesso al ribasso, accettando un danno che ricade interamente nelle tasche del personale, non solo oggi, ma anche nel futuro, avendo riflessi sul trattamento pensionistico.

L’USIM rigetta questa gestione ambigua della rappresentanza basata su una strategia di marketing. L’USIM pretende coerenza. La tutela dei militari è una missione seria, che si onora con fermezza durante le trattative e non con i "tour dei ricorsi" organizzati per rimpinguare la lista degli iscritti.

Il personale della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera merita una rappresentanza coerente che tuteli la dignità e la specificità dei marinai senza svenderle come merce di scambio sui tavoli contrattuali.

USIM - Unione Sindacale Italiana Marina,
Segreteria Nazionale

 

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