Unione Sindacale Italiana Marina

Culle vuote e Difesa

Mercoledì 24 Dicembre 2025 01:20
Culle vuote e Difesa
da LaPrimaPagina.it

di Paolo Fedele, Vice Segretario Nazionale USIM

Le Forze armate italiane non sono solo in difficoltà: sono davanti a un bivio storico.

 Mancano uomini, mancano numeri, mancano prospettive. L’allarme lanciato dal ministro Crosetto non è una forzatura politica, ma la fotografia di una realtà che non si può più aggirare.

È bene chiarirlo subito, per evitare comode scorciatoie ideologiche: questo non è un discorso di campo. Non è una battaglia culturale, né una presa di posizione identitaria. Il rispetto di tutte le idee, la pluralità dei pensieri a 360 gradi, restano un valore. Ma qui non si discute di visioni: si parla di numeri. E i numeri non hanno ideologia.

Il problema non nasce nelle caserme, nasce nelle culle vuote.

L’Italia ha smesso di fare figli. Le coppie italiane non garantiscono più il ricambio generazionale. E questa non è un’opinione, ma un dato statistico. La denatalità non è più solo una questione sociale o economica: è diventata una questione di sicurezza nazionale.

Se il trend demografico non cambia – e non sta cambiando – tra qualche decennio esercito, marina e aeronautica non potranno più essere composti prevalentemente da cittadini italiani di nascita. Non per scelta politica, ma per semplice mancanza di materia umana. Le Forze armate saranno costituite in larga maggioranza, se non quasi totalmente, da cittadini acquisiti.

Lo ius sanguinis, da solo, non basterà più.

Lo ius soli o altre forme di cittadinanza concessa diventeranno una necessità tecnica, non una bandiera ideologica. Serviranno per garantire gli organici minimi, per mantenere una capacità difensiva credibile, per evitare che uno dei pilastri fondamentali dello Stato venga meno.

È questo il punto che molti preferiscono non affrontare: senza cittadini non c’è difesa, e senza difesa non esiste sovranità. Parlare di identità senza generazioni è retorica. Parlare di sicurezza senza numeri è propaganda.

Non è una colpa di chi acquisirà la cittadinanza domani. È una responsabilità storica di chi oggi rifiuta di guardare i dati. La sovranità non è un concetto astratto: è fatta di persone, di età, di continuità.

Un Paese che non fa figli non può stupirsi se, domani, la propria difesa sarà affidata a cittadini acquisiti.

Non è un giudizio.

È un fatto.

E i fatti, prima o poi, presentano il conto.

In questo quadro complesso e spesso rimosso dal dibattito pubblico, confidiamo in questo Governo e nel ministro Crosetto, forse l’unico negli ultimi anni ad aver compreso fino in fondo le reali criticità delle Forze armate, senza nascondersi dietro slogan o narrazioni rassicuranti, ma affrontando la realtà per quella che è.

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