Decreto sullo strumento militare: Comunicato USIM
USIM BOCCIA IL DECRETO SULLO STRUMENTO MILITARE: "UN CEROTTO SU UNA FERITA APERTA. COSÌ SI ISTITUZIONALIZZA L'INVECCHIAMENTO E SI UCCIDE LA SPECIFICITÀ."
L’Unione Sindacale Italiana Marina (USIM) esprime profonda preoccupazione e netta contrarietà al decreto legislativo, approvato in esame preliminare dal Consiglio dei Ministri, in attuazione della delega (Legge 201/2023) per la revisione dello strumento militare nazionale. L’obiettivo dichiarato, di raggiungere una dotazione organica di 160.000 unità entro il 2033, rischia di trasformarsi in una pericolosa illusione ottica: avremo i numeri sulla carta, ma non la capacità operativa in mare e sul terreno.
L’USIM, in particolare, denuncia tre criticità di questo schema del decreto legislativo che rischiano di compromettere irreversibilmente l’efficienza del Comparto Difesa e Sicurezza:
- L'ESERCITO DI "MEZZA ETÀ" - Innalzare fino a 40 anni il limite di età per i concorsi interni da Ufficiali è una resa incondizionata. Significa ammettere di non saper gestire i flussi di carriera e scegliere la via più breve, invecchiando i quadri di comando. Le emergenze, il soccorso in mare e le missioni internazionali richiedono resistenza fisica e prontezza operativa. Creare un Ruolo Ufficiali "appesantito" dall'età per risolvere un problema di ricambio generazionale è un errore strategico che pagheremo in termini di efficienza. Non servono "impiegati con le stellette", servono comandanti operativi.
- I CIVILI NON SONO SERGENTI. Aprire i concorsi straordinari per il ruolo Sergenti a civili fino a 32 anni è uno schiaffo a chi indossa l'uniforme partendo dalla base. Il grado di Sergente non è una qualifica impiegatizia che si ottiene con un diploma e un quiz: è il frutto di esperienza, vita di reparto, sacrificio e "gavetta". Equiparare il reclutamento militare a quello della Pubblica Amministrazione civile significa cancellare la specificità del nostro status. Se il militare diventa un "lavoro come un altro", interscambiabile con il civile, allora cadranno anche le giustificazioni per le nostre tutele previdenziali ed economiche.
- LA PIRAMIDE ROVESCIATA: E LA BASE? Il decreto si preoccupa di sistemare i ruoli intermedi e apicali, ma ignora drammaticamente la base. Mentre si aprono le porte ai civili trentenni per fare i sottufficiali, i reparti operativi si svuotano di Volontari e Graduati giovani. Stiamo costruendo un edificio con un tetto pesante e fondamenta di argilla. I dati in nostro possesso, come quelli proiettati per le Capitanerie di Porto, mostrano un trend di estinzione funzionale per mancanza di ricambio alla base. Senza un piano straordinario di arruolamento per i giovani, avremo molti capi e pochi che eseguono gli ordini.
L'APPELLO DI USIM: FERMATEVI E ASCOLTATE.
Non serve un decreto "tampone" che sposta le pedine da una casella all'altra innalzando l'età media. Serve coraggio. L'USIM suggerisce di adottare le seguenti soluzioni strutturali:
- Ruolo Unico Sottufficiali a "doppio binario": I compartimenti stagni e i concorsi interni demotivano il personale. USIM propone un modello di carriera fluido basato su due direttrici distinte:
- Binario Interno (Valorizzazione): Scorrimento automatico verso il grado apicale per il personale già in servizio basato su Anzianità, Merito e Titoli di studio (Lauree e Master). Chi ha esperienza e titoli deve poter avere uno sviluppo di carriera, senza dover rifare concorsi costosi che umiliano la professionalità acquisita.
- Binario Esterno (Potenziamento): L'accesso dall'esterno ai ruoli direttivi dovrebbe essere limitato ad assicurare professionalità di elevata specializzazione tecnica.
- Previdenza agevolata: Riconoscere l'usura psicofisica di chi serve lo Stato, senza costringerlo a restare in servizio oltre i limiti fisiologici.
L'USIM chiede, pertanto, al Governo di non approvare una riforma che guarda al passato, ma di costruire un modello di Difesa moderno, giovane e motivato. La sicurezza nazionale non si garantisce con le sanatorie, ma investendo sul personale.