Unione Sindacale Italiana Marina

Turnisti, volontari e specialisti.

Mercoledì 26 Novembre 2025 21:10
Turnisti, volontari e specialisti.

di Luca De Lio, Vicesegretario Generale USIM.

Da anni assistiamo a un’ingiustizia inaccettabile: i turnisti, i volontari e il personale specializzato continuano a lavorare sotto compensi che non riconoscono la fatica, le competenze e il sacrificio quotidiano. Le norme ci sono, ma nella pratica i compensi restano bloccati da decenni. Questo divario tra diritto e realtà è una sconfitta per chi presta servizio con dedizione.

Chi lavora su turni sa cosa significa sacrificare notti, festivi e tempo libero. Eppure, il compenso per questi sacrifici non è mai stato aggiornato in maniera significativa. È ora di dire basta: il lavoro turnista va riconosciuto non solo a parole, ma anche economicamente.
Molti di coloro che sostengono i turni più gravosi sono volontari o graduati: un gran numero di persone che regge il peso del servizio quotidiano resta invisibile a chi siede al tavolo delle trattative. Questa disparità contribuisce alla mancanza di impegno concreto nelle negoziazioni e alla persistente ingiustizia economica.

I volontari militari contribuiscono con dedizione, senza ricevere un adeguato riconoscimento economico da oltre vent’anni. Il loro impegno è reale, ma il sistema li mantiene separati dal personale permanente, negando loro il giusto valore. È tempo di colmare questa distanza e riconoscere concretamente il loro contributo.

L’indennità di specializzazione dovrebbe valorizzare competenze e responsabilità, ma non è mai stata prevista né istituita. I turnisti, pur gestendo ritmi complessi e continui, non sono mai stati considerati specialisti a livello remunerativo. Questa lacuna storica è un affronto alla professionalità e al sacrificio dei lavoratori. È urgente istituire quest’indennità, proporzionata alla complessità e responsabilità delle mansioni.

Ruoli separati, ingiustizie consolidate

Dal 2005, personale permanente e volontari convivono con regole e compensi differenti. Questa separazione contrattuale, pur consolidata, accentua le disuguaglianze e rende urgente un intervento coraggioso e deciso per ristabilire equità.

Non possiamo più accettare parole vuote. È necessario:

- Adeguare l’indennità di turno al reale carico di lavoro e ai disagi.
- Aggiornare l’indennità dei volontari ai valori attuali.
- Istituire immediatamente l’indennità di specializzazione, proporzionata alla complessità delle mansioni.
- Rivedere i criteri di turnazione, riconoscendo maggiormente i turni notturni, festivi o gravosi.
- Introdurre giorni di riposo aggiuntivi per chi lavora regolarmente su turni particolarmente impegnativi.

Le norme esistono, ma non vengono applicate. Pertanto, tutti coloro che siedono al tavolo delle trattative devono assumersi l’impegno concreto di portare avanti queste richieste, senza trascurare chi da decenni regge il peso dei turni e della quotidianità del servizio.
Chi ha sacrificato decenni della propria vita al servizio del Paese merita rispetto, equità e riconoscimento reale. Solo così sarà possibile garantire motivazione, continuità e giustizia nel servizio pubblico.

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