Unione Sindacale Italiana Marina

Non siamo impiegati, siamo MILITARI

Lunedì 17 Novembre 2025 10:11
Non siamo impiegati, siamo MILITARI

Alle colleghe e ai colleghi della Marina Militare e del Corpo delle Capitanerie di Porto - Guardia Costiera. Alle Istituzioni della Repubblica.

C'è un'idea che circola insistentemente a Roma, un'idea che tratta gli uomini e le donne in uniforme come numeri su un foglio di bilancio: allungare la nostra vita lavorativa.

Vogliono farci invecchiare in servizio, equiparando il nostro lavoro a un qualsiasi altro impiego civile, dimenticando chi siamo e cosa facciamo. Dimenticando la nostra Specificità.

L'Unione Sindacale Italiana Marina (USIM) deve ricordare alle Istituzioni una verità semplice, che forse sfugge dai palazzi del potere: il nostro non è un lavoro, è una condizione di vita al servizio del Paese.

Una condizione che logora.

Non siamo impiegati seduti dietro una scrivania. Siamo quelli che passano mesi in mare, in spazi ristretti, sotto stress. Siamo quelli che operano di notte, con il maltempo, pronti a gestire emergenze dove un secondo di ritardo o un riflesso appannato fanno la differenza tra la vita e la morte.

L'efficienza operativa, la prontezza fisica, la capacità di reggere stress psicofisici estremi non sono "opzionali". Sono il cuore del nostro dovere.

Aumentare l'età pensionabile non è solo ingiusto verso chi ha sacrificato gli anni migliori della propria vita, le feste in famiglia, la crescita dei figli. È un atto di imprudenza.

È introdurre deliberatamente un fattore di rischio nel sistema di Difesa e Sicurezza.

Ci chiediamo, e lo chiediamo alle Istituzioni che leggono:

·         A chi giova un militare stanco?

·         A chi giova un operatore navale a 60 anni costretto a gestire un incendio a bordo o un'operazione di abbordaggio?

·         Chi si prenderà la responsabilità quando, a causa di un fisiologico calo di prestazioni dovuto all'età, qualcosa andrà storto?

Quello che la politica chiama "adeguamento alla speranza di vita", noi lo chiamiamo mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini e quella degli stessi operatori.

Non si può chiedere a un servitore dello Stato di avere la stessa prestanza fisica di un ventenne per tutta la carriera, per poi giudicarlo con la stessa inflessibilità (imperizia, negligenza) quando il suo corpo, inevitabilmente, presenterà il conto.

È un paradosso insostenibile.

Colleghi della Marina e Guardia Costiera, guardiamoci negli occhi. La nostra specificità non è un privilegio, è la realtà del nostro servizio. È il prezzo della nostra dedizione.

Alle Istituzioni chiediamo trasparenza, rispetto e coerenza.

Non trattateci come un costo da tagliare. Siamo un investimento per la sicurezza del Paese. Fermate questa logica puramente contabile che ignora la realtà della vita militare.

L'USIM difenderà la nostra professione, la nostra dignità e la sicurezza delle nostre operazioni in ogni sede.

USIM - Unione Sindacale Italiana Marina,
Segreteria Nazionale

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